“MILAN63” LA STORIA DEL VEGA

Il 30 maggio 2026 è il 21 anniversario dell’incidente della missione “Milan63”, accaduto durante l’operazione Antica Babilonia in IRAQ in cui scomparve l’equipaggio di un AB412, composto dai due piloti Colonnello Giuseppe Lima e il Maggiore Marco Briganti, e due tecnici operativi, il Primo Maresciallo Massimiliano Biondini e il Maresciallo Capo Marco Cirillo.

Nella mattina di venerdì 29 maggio, nella zona antistante le palazzine delle aule briefing, una folta delegazione della sezione ANAE “VEGA” con il presidente Gen. Giovanni Ramunno ed il vessillo associativo, su invito del personale e del comandante del 7° Reggimento AVES “VEGA”, Col. Danilo VITA, ha partecipato alla cerimonia di commemorazione per i caduti in servizio, presenti le famiglie Lima, Briganti e Biondini, ed i colleghi riminesi defunti, rappresentati dalle famiglie DiGiannatale, Paterna e Farro.

La Santa Messa è stata officiata dal Cappellano Militare Don Marco Galanti che ha ricordato come “durante l’anno l’ANAE, con zelo ed amore, ricorda ogni caduto e defunto del reggimento ma oggi in questa solenne celebrazione unitamente vogliamo pregare per tutti loro” e come riporta l’Ordinario Militare Mons. G.F. SABA“questi uomini hanno servito il bene comune e la vittoria sul mondo e sul male è anche l’amore di chi serve la patria, cioè il prossimo, garantendo la giustizia , il bene comune, la stabilità delle istituzioni e custodire nell’ordine e nell’armonia la comunità umana… questo ci educa a favorire una cultura pragmatica della pace, una diplomazia che si traduce in azione e gesti concreti”. Concludendo la sua omelia con “Siderum Vis- la forza delle stelle, il motto del reggimento, che nella bibbia simboleggiano la creazione divina …. Vega della costellazione boreale della Lyra è quella stella più luminosa dove brilla il sacrificio dei caduti che alimenta la forza e le nostre vite”

Il comandante del reggimento ha chiuso questa prima parte della commemorazione con una riflessione “il nostro compito con la collaborazione preziosa dell’ANAE è quello di mantenere viva la memoria e che nessuno dimentichi, infatti finché qualcuno ricorda, nessuno scompare davvero; oggi non celebriamo solo il passato, oggi rinnoviamo un impegno, l’impegno del VEGA ad esserci sempre. I vostri cari scomparsi non sono soltanto una parte della vostra storia familiare, sono parte della storia di questo reggimento e lo saranno per sempre”.

Famiglia Briganti con socio onorario papa Giovanni e SUCO 7 rgt VEGA

Il Sottufficiale di Corpo 1° Lgt. Michele DePalo ha poi accompagnato la famiglia Briganti nella rinnovata aula briefing dedicata allo scomparso pilota romagnolo, a scoprire un quadro con un ricordo, realizzato dai colleghi che gli erano stati più vicino, in particolare gli appartenenti al disciolto 53° Cassiopea.

Tutto il personale si è poi spostato sul piazzale del Comando di rgt, per gli onori militari e la deposizione di una corona di fiori, offerta dalla sezione ANAE VEGA, al monumento ai caduti del rgt.

Chiudiamo questa nota con un pensiero del Gen. Renato Barbafiera, medaglia d’argento al valore dell’Esercito e vicecomandante in quella missione irachena, che non potendo essere presente alla cerimonia ha voluto condividere questi ricordi con il direttore editoriale del Basco Azzurro:

Nero così non credevo esistesse. Mentre mi recavo in sala operativa i miei pensieri turbinavano, mi stavo muovendo in un calamaio di inchiostro, ma io ero per terra, al sicuro. E voi? Doveva essere una missione di routine, una navigazione in luoghi che hanno fatto la storia, la Mesopotamia, per supportare il grave lutto di un nostro collega che aveva appena perso la mamma. In sala operativa purtroppo il silenzio. L’unica voce quella dell’operatore che chiamava invano Milan 63. Le comunicazioni sono sempre state il nostro tallone d’Achille, avevamo solo la discontinua radio HF per comunicare a distanza, una specie di lotteria. Passammo tutta la notte sperando e a volte credendo di avervi sentito. La tempesta di sabbia soffice e impalpabile era giunta senza vento, senza rumore, senza palesarsi. Cosa è successo? Cosa avete pensato? Cosa avete provato lì, soli, in quel deserto ostile avvolti da un’incredibile cappa di nero? Neanche gli alleati, ben più preparati di noi, se la son sentita di decollare in quelle condizioni per venirvi a cercare. Alle prime luci dell’alba, l’illusione che voi poteste essere atterrati vicino a qualche gruppo di nomadi o addirittura essere ancora a Bassora, ci ha definitivamente abbandonato. La chiamata radio della pattuglia di A129 appena decollata ha tolto anche l’ultima flebile speranza, e allora i nostri visi sono stati subito inondati da silenziose lacrime. Come soldati dovevamo mantenere la nostra solidità fisica e mentale, ma niente e nessuno poté impedirci di piangere la vostra prematura scomparsa… Giuseppe, Marco, Massimiliano e Marco, siete nei nostri cuori e nelle nostre menti.

Col. Mauro Bloise, giornalista e direttore editoriale Il Basco Azzurro