Conclusione del Modulo Tecnico-Formativo del Progetto “Dall’Hangar alle Nuvole”

Dalla tradizione del legno alla sfida del carbonio, un viaggio nella progettazione e nella diagnostica dei materiali compositi. La penultima giornata del percorso tecnico-formativo del progetto “Dall’Hangar alle Nuvole”, nato dalla collaborazione tra ITAER e ANAE Rimini, ha rappresentato un momento di particolare valore didattico e professionale. Le classi quarte, circa trenta studenti accompagnati dai loro docenti, hanno partecipato a un incontro dedicato all’evoluzione dei materiali aeronautici, con un focus specifico sui materiali compositi e sulle moderne tecniche di diagnostica non distruttiva.

L’incontro, condotto dall’ufficiale tecnico AVES curatore del progetto e consigliere ANAE Ten. Donato d’Onofrio, è iniziato con un richiamo storico, il legno, spesso considerato un materiale “semplice”, è in realtà il primo composito naturale utilizzato in aeronautica. La sua struttura anisotropa, la presenza di fibre e matrice naturale e la sua leggerezza lo rendono un perfetto punto di partenza per comprendere i principi dei materiali avanzati. Questo aggancio storico ha permesso agli studenti di cogliere la continuità tra passato e presente: ciò che oggi chiamiamo “composito” non è altro che l’evoluzione ingegneristica di un concetto antico.

Dal legno si passa ai compositi moderni, matrice, rinforzo e sinergie, il percorso è proseguito analizzando la transizione verso i materiali compositi contemporanei, in particolare GFRP (Glass Fiber Reinforced Polymer), e CFRP (Carbon Fiber Reinforced Polymer). Gli studenti hanno approfondito il ruolo della matrice (polimerica, termoindurente o termoplastica), la funzione del rinforzo (fibre di vetro, carbonio, aramide), la logica delle sinergie di combinazione, che permette di ottenere proprietà superiori rispetto ai singoli componenti, il cambio di paradigma progettuale, che sposta l’attenzione dal materiale isotropo alla progettazione orientata delle fibre e delle stratificazioni. Questa parte ha permesso di entrare nell’anatomia del super-materiale, mostrando come la progettazione dei compositi sia un equilibrio raffinato tra ingegneria, fisica dei materiali e necessità operative.

La seconda parte della giornata è stata dedicata alla diagnostica non distruttiva (NDT), un ambito cruciale per la sicurezza aeronautica e per la manutenzione dei velivoli moderni. Sono state introdotte e discusse tre tecniche fondamentali, la Termografia attiva e passiva, l’Analisi delle variazioni termiche superficiali e l’Individuazione di delaminazioni, inclusioni e difetti interni.

Si sono approfondite anche la Shearografia, la tecnica interferometrica sensibile alle deformazioni minime, ideale per pannelli sandwich, honeycomb e strutture composite che fornisce elevata sensibilità ai difetti di adesione e alle instabilità locali e l’Integrazione ultrasonica, un metodo consolidato per la valutazione dello spessore e delle discontinuità, complementare alle tecniche ottiche e fondamentale per la conferma diagnostica. L’integrazione tra queste tecniche è stata presentata come la vera frontiera della manutenzione aeronautica moderna: nessun metodo è sufficiente da solo, ma la loro combinazione permette una diagnosi completa, affidabile e ripetibile.

La giornata ha rappresentato un valore formativo concreto, un momento di forte crescita per gli studenti, che hanno potuto, collegare teoria e pratica, comprendere l’evoluzione dei materiali aeronautici, avvicinarsi alle tecniche reali utilizzate nei reparti manutentivi, dialogare con professionisti del settore, sviluppare una visione critica e progettuale. Il coinvolgimento attivo dei docenti ha ulteriormente arricchito l’esperienza, creando un ambiente di apprendimento dinamico e partecipato. Stiamo andando verso la conclusione di questa fase del progetto, questa giornata si è conclusa con un arrivederci per la prossima e ultima tappa del percorso. Gli studenti presenteranno una tesina tecnica che ripercorrerà l’intero anno formativo, integrando concetti teorici, applicazioni pratiche, riflessioni personali, e proposte progettuali. Sarà certamente un momento di sintesi e di crescita, utile per consolidare quanto appreso e per valorizzare il lavoro svolto