SECONDO CICLO DI APPROFONDIMENTI SU 80° LIBERAZIONE A RIMINI.
In occasione delle attività collegate con la Festa della Repubblica Italiana, si è svolta nel pomeriggio del 4 giugno 2025, presso l’aula multimediale del Villaggio azzurro di Rimini, la seconda fase del ciclo di approfondimenti sul 80° Anniversario della Liberazione alla presenza di molte autorità militari e civili cittadine, rappresentanze di associazioni combattentistiche e d’arma, a cominciare dal padrone di casa il Comandante del 7° rgt. AVES “VEGA” Col. Federico Tonon,

l’Assessore del Comune di Rimini per le Politiche di Sviluppo delle Risorse Umane e Legalità Dott. Francesco Bragagni, il sindaco di Bellaria Dott. Filippo Giorgetti, il Comandante di Reparto della Casa Circondariale di Rimini Dirigente Aurelia Panzeca e il Presidente dell’Istituto del Nastro Azzurro di Rimini Uff. Giovanni Ruzzièr (socio ANAE).

La sezione dell’Associazione Nazionale Aviazione dell’Esercito di Rimini, unitamente all’Associazione Culturale Kairos aps. di Poggio Torriana (presidente Silvio Biondi, socio ANAE) e all’Associazione Nazionale Faleristica (presidente Raffaele Scozzafava, socio ANAE), ha organizzato l’evento unendo alle conferenze storiche sulle fasi decisive della campagna d’Italia nella Seconda Guerra Mondiale, le cerimonie di conferimento di otto medaglie commemorative concesse a militari impegnati nella seconda guerra mondiale, cittadini italiani deportati ed internati nei lager nazisti o destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra.
In particolare, il Prof. Andrea Santangelo (socio ANAE) ha trattato con la sua “La Battaglia dell’Argenta Gap” l’ultima grande battaglia dell’8° armata che condusse le operazioni anfibie delle valli di Comacchio (primi di aprile 1945) e nella battaglia dell’Argenta Gap, che si concluse il 18 aprile. Il neo Dott. Fabio Cennamo ha presentato brevemente la sua tesi “I Gurka nella battaglia di Medicina” e il Dott. Daniel Cesaretti (socio ANAE) ha trattato il “Palestine Regiment in WWII” sul fiume Senio, dove il 9 aprile la brigata ebraica, al prezzo di consistenti perdite, dovette superare le ostiche fortificazioni sul fiume Senio difese da una divisione paracadutisti tedesca.

L”attività si è conclusa con la consegna di otto medaglie commemorative, reso possibile da un accurato lavoro svolto gratuitamente dall’Associazione Kairos aps per fornire un contributo per la salvaguardia della memoria, della storia e dei valori delle nostre comunità nell’ambito progetto culturale “Conoscenza e Riconoscenza – Viaggio tra i Valori e i Simboli della Repubblica” – che ha ottenuto il Patrocinio della Regione Emilia Romagna attraverso un’attività minuziosa di ricerca storica documentale militare e civile presso gli Enti pubblici quali Archivi di Stato, Uffici Documentali e Comuni.
“In questi anni – racconta il presidente Silvio Biondi –abbiamo fatto riemergere dall’oblio centinaia di storie umane, ricostruite pazientemente come un mosaico con l’aiuto delle fonti documentali, letterarie e testimonianze orali, restituito alla memoria collettiva storie di valorosi spesso dimenticati che hanno combattuto per la liberazione dal nazifascismo”. “Questo progetto ha permesso di onorare oltre 180 ex combattenti appartenenti alle nostre Forze Armate che hanno combattuto nella 2° Guerra Mondiale con le meritate onorificenze belliche alla memoria rilasciate dal Ministero della Difesa e per 70 di essi, Internati Militari Italiani deportati in Germania nei lager nazisti dopo l’8 settembre 1943, anche la Medaglia d’Onore concessa dal Presidente della Repubblica”
In questa serata hanno ricevuto le onorificenze:
Soldato dell’Arma di Cavalleria MENARINI Romeo, i figli Giampiero e Mauro ritirano la medaglia Commemorativa per le Campagne di guerra 1943 – 44 – 45 “Guerra di Liberazione” della 2° Guerra Mondiale e il Distintivo d’Onore per i patrioti e “Volontari della Libertà. “Chiamato alle armi per esigenze belliche nel 19° reggimento Cavalleria Guide in Parma nel Gennaio 1943 è impiegato nelle operazioni dei Balcani fino ai noti eventi bellici sopraggiunti all’armistizio, quando il 9 settembre 1943 viene catturato dalle FF.AA tedesche e internato in Germania nei lager nazisti al lavoro coatto”

Soldato dell’Arma di Cavalleria MAGNANI Secondo, le nipoti Susy Arfilli e Simona Magnani ritirano la medaglia Commemorative per le Campagne di guerra 1940/45 della 2° Guerra Mondiale, il Distintivo di merito per i Patrioti Volontari della Libertà, il Diploma d’Onore per i Combattenti della Libertà d’Italia. “Chiamato alle armi nel 1934 e nel 1939 per istruzione nel Reggimento Scuola Applicazione di Cavalleria di Pinerolo e nel Reggimento Cavalleggeri di Alessandria, viene richiamato per esigenze belliche nel 1941. Nel 1942 partecipa alle operazioni di guerra per la difesa costiera col 108° Reggimento Costiero – 343 Battaglione mobilitato. Il 9 Settembre 43 a seguito degli eventi bellici sopraggiunti all’Armistizio, viene catturato dalle FF.AA. tedesche e deportato in Germania al lavoro coatto. È stato prigioniero in un campo di concentramento nazista nei pressi di Danzica in Polonia. Nel 1944 a seguito dello scoppio di una bomba che lesionava il muro di cinta del campo, in maniera rocambolesca riusciva ad evadere e l’8 maggio 1945 rientrava in Italia.

Fante ZANNONI Raffaele, il figlio Bruno ritira le medaglie Commemorative per le Campagne di guerra 1940/45 della 2° Guerra Mondiale e Distintivo d’Onore per i Patrioti e Volontari della Libertà infine e il Diploma D’Onore per Combattente per la Libertà d’Italia 1943/45. “Chiamato alle armi nel 1933 per istruzione nella 6° Compagnia Sanità ed aggregato al 36° Reggimento Fanteria, richiamato nel 1935 per esigenze belliche inviato in Somalia con il 556° Ospedale da campo. Rientra in Italia nel 1937. Dal 1941 partecipa alle operazioni di guerra svoltesi nei Balcani con il 169° Ospedale da campo mobilitato. Nelle sue memorie Raffaele ha sempre raccontato di essere stato fatto prigioniero dagli Ustascia, gruppo nazionalista guidato da Ante Pavelic alleato dei nazisti e dei fascisti italiani, e di essere stato liberato dai Serbi. A seguito dei noti eventi bellici sopraggiunti all’armistizio, viene catturato dalle FF.AA tedesche e deportato in Germania nei lager nazisti e destinato al lavoro coatto. L’ultimo periodo di prigionia lo trascorre nello Stalag XVII A dislocato a Kaisersteinbruch in Austria in compagnia di diversi prigionieri originari della provincia di Rimini, rientra dalla prigionia nel 1945.”

Fante GORRIERI Luciano, i figli Riccardo e Silvio ritirano la medaglia Commemorativa per la Campagna di guerra 1943/45 Guerra di Liberazione della 2° Guerra Mondiale e Distintivo di merito per i patrioti e Volontari della Libertà. “Chiamato alle armi per esigenze belliche nel 1943 nel Deposito del 77° Reggimento Fanteria – 7° Battaglione Mortai Autonomo Mobilitato in Francia. All’atto dell’Armistizio, si trova con il proprio battaglione presso il Comando militare di Saunay, comune francese nella regione del Centro valle della Loira. Su consiglio del proprio Colonnello ritorna a casa a San Leo. Per sfuggire ai rastrellamenti nazi fascisti che imperversavano nell’alta valle si unisce alla Brigata Partigiana Mazzini – Distaccamento “Marecchia”, operante nella zona compresa fra Ponte Verrucchio, Montebello, Repubblica di San Marino, San Leo, Maiolo, Montecopiolo e Secchiano. Agli atti Gorrieri Luciano, brevetto n° 44. resta con la brigata fino alla liberazione. Il distaccamento “Marecchia” era alle dipendenze della Brigata Mazzini di Cesena, ma operava in maniera autonoma. Il Distaccamento Marecchia si costituisce quando, all’indomani dell’8 Settembre 1943, il Tenente Domenico Bucci raccoglie e organizza gli ufficiali del disciolto esercito, fra questi il Tenente Raffaele Montella che assumerà il comando”.

Fante SENSOLI Angelo, il figlio Giuseppe ed il nipote Marco ritirano le medaglie Commemorative per le Campagne di guerra 1940/45 della 2° Guerra Mondiale e il Diploma d’Onore per i Patrioti Volontari della Libertà. “Chiamato alle armi per esigenze belliche nel 1935 nel 43° Reggimento Fanteria. Termina la mobilitazione in territorio di guerra il 25 Gennaio 1936. Richiamato alle armi nel 1940 nel 27° Reggimento Fanteria Cesena e successivamente trasferito al 28° Battaglione di Complemento. Nel 1941 partecipa con il 62° Reggimento Fanteria motorizzato alle operazioni di guerra svoltesi in Africa Settentrionale. A causa della malattia rientrava in Italia con una nave ospedale. Sbarca a Napoli il 30 Agosto 1941 e dopo un periodo di convalescenza viene assegnato alla 285° Compagnia Presidiaria mobilitata partecipando alle operazioni di guerra svoltesi nei Balcani – Montenegro. Il 25 Settembre 1943 viene catturato prigioniero dai tedeschi e deportato in Germania al lavoro coatto nello Stalag IX – C situato vicino a Bad Sulza tra Erfurt e Lipsia in Turingia. Il 24 Luglio 1945 dopo la liberazione del campo da parte della 3° Armata statunitense rientra a piedi in Italia”.

Maresciallo Maggiore Aiutante CORREANI Sostegno il figlio Colonnello Livio Correani, presidente della sezione ANAE “Tolentino”, ritira le medaglie Commemorative per le Campagne di guerra 1940/43 e 1940/45 Guerra di Liberazione della 2° Guerra Mondiale ed il Diploma d’Onore al Combattente per la Libertà D’Italia 1943/45. “Chiamato alle armi nel 9° Reggimento Bersaglieri nel 1932. Nel 1933 è promosso Caporal Maggiore ed in un secondo richiamo nel 1935 viene promosso Sergente. Nel 1935 è assegnato al Reggimento Cavalleggeri Guide Battaglione Complementi. Nel 1936 si arruola volontario per l’Africa Orientale con ferma indeterminata ed assegnato al Deposito del 10° Centro Automobilistico in Napoli. Nel 1942 è mobilitato nei Balcani con l’81° Autoreparto pesante 507° Autosezione, a seguito degli eventi bellici sopraggiunti all’armistizio viene catturato a Spalato dalle forze tedesche e deportato in Germania al lavoro coatto. Ha lavorato presso lo stabilimento siderurgico Ruhrstahl AG nella città di Welper Hattingen, che durante la 2° guerra mondiale produceva armamenti. Il 17 ottobre 1945 viene liberato dalle truppe alleate e rientrava in Italia. Terminata la guerra è transitato nella Motorizzazione ed ha gestito il minuto mantenimento della Caserma Rossetti e delle scuole della motorizzazione della Cecchignola, poi consegnatario dei materiali di ricambio dell’8° ORA in via Guido Reni. Trasferito nuovamente alla Cecchignola ha contribuito alla costruzione delle infrastrutture e dello stadio che ospita il centro sportivo militare. Al termine è ritornato al Comando scuole della Motorizzazione”.

Bersagliere LOBIANCO Rosario il Dirigente del Corpo di Polizia Penitenziaria Aurelia Panzeca ritira la medaglia Commemorativa per la Campagna di guerra 1940/43 “Chiamato alle armi dal 1937 al 1938 nel 10° Reggimento Bersaglieri per istruzione nel 1940 viene richiamato dal XII° Corpo d’Armata, partecipando alle operazioni di guerra svoltesi in Africa Settentrionale nella 12° Divisione – 10° Reggimento Bersaglieri mobilitato. Il 6 febbraio 1941 in Libia, nel fatto d’arme di Agedàbia, città nella regione della Cirenaica, veniva catturato e fatto prigioniero di guerra dagli australiani, e seguiva la sorte di altri 115.000 soldati italiani prigionieri di guerra internati nei campi di prigionia angloamericani in India e Sud Africa. Fino al 03.08.1941 è stato prigioniero nel campo B. Geneifa in Egitto, e successivamente veniva trasferito in Sud Africa a 43 km da Pretoria presso il campo di prigionia britannico denominato Zonderwater che tradotto in italiano significa senz’acqua. L’11 aprile 1943 viene imbarcato a Città del Capo per essere trasferito in America ed assegnato nello Stato dello Utah presso il campo di prigionia denominato Ogden. Dopo complessivi 4 anni e 10 mesi di prigionia, il 23 dicembre 1945 viene rimpatriato in Italia”.

Fante PALAZZO Antonio, la figlia Teresa ritira la medaglia Commemorativa per il periodo bellico 1943 – 1945 “Guerra di Liberazione” della 2° Guerra Mondiale. “Chiamato alle armi nel 1943 per esigenze belliche nel Deposito 10° Reggimento Genio Telegrafisti in Santa Maria Capua Vetere. In seguito agli eventi bellici sopraggiunti all’armistizio, il 23 Settembre 1943 veniva catturato dalle FF.AA tedesche e deportato in Germania al lavoro coatto presso lo Stalag nazista XII A che si trovava ad una distanza di quattro chilometri da Limburgo. Il campo era formato da 24 baracche di legno e la maggior parte erano senza luce elettrica e senza riscaldamento. Le condizioni di vita dei prigionieri internati erano durissime per motivi di sovraffollamento. Il 18 Settembre 1945 dopo la liberazione rientrava in Italia gravemente ammalato a causa delle sofferenze patite in Germania. Gli verrà riconosciuta la pensione di guerra. È stato decorato con la Croce al merito di Guerra per l’internamento in Germania”.

Come ha affermato il presidente nazionale ANAE Sergio Buono, complimentandosi con l’iniziativa della sezione riminese, “la memoria, soprattutto quella collettiva, è un’ancora, un riferimento ed al tempo stesso un monito. Non si tratta solo di ricordare eventi storici, ma di mantenere vivi i valori che li hanno animati e resi possibili: il sacrificio, la dedizione, il senso dello Stato. Se non coltivassimo la memoria, perderemo il contatto con le radici della nostra identità, del nostro essere.”
Col. Mauro Bloise Direttore Editoriale della rivista Il Basco Azzurro
Si ringrazia Candida Cerbino dell’Ufficio Stampa ANF per gli scatti fotografici
